Sette cose da sapere sui giornali

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Foto di Toa Heftiba on Unsplash

Sul futuro dei giornali e sul ruolo del giornalismo, hanno scritto in tanti e tanti scrivono tutti i giorni. Anche io mi sono esercitato, immaginando un futuro di classe per la carta stampata. In questo articolo,  invece, solo alcuni dati e cuorisità sul fantastico mondo dei giornali. Niente che non si sappia già o di particolarmente interessante per i non addetti ai lavori.

  1. A marzo 2018 si sono venduti 2,75 milioni di quotidiani al giorno in Italia. Di questi, circa 220 mila sono copie online. Il venduto puro in edicola è stato di 2,31 milioni di copie al giorno (Fonte: Ads). Mi ricordo di quando, non molti anni fa, si parlava con preoccupazione del fatto che in Italia si vendessero solo 5 milioni di quotidiani al giorno.
  2. Gli iscritti all’Inpgi (istituto di previdenza dei giornalisti) che versano i contributi sono solo 15.000 (Fonte: Inpgi).
  3. Fatto 100 l’investimento pubblicitario nei giornali nel 2010, nel 2016 è diventato 47,5 (Fonte: Fieg). Il mercato complessivo della pubblicità è passato da 100 a 69,4. Il 100 del 2010 corrisponde a 109 del 2016.
  4. Il New York Times ha più giornalisti oggi rispetto a dieci anni fa nonostante il calo della pubblicità. Sono aumentate le vendite, soprattutto abbonamenti online. (Approfondisci)
  5. Solo 8 giornali in Italia vendono più di 100 mila copie. Solo due (non considerando unitariamente il QN) vendono più di 200 mila copie. In Europa si legge molto di più, anche sulla carta. (I dati)
  6. Gli italiani stanno online lo stesso tempo degli altri europei, ma online si informano poco. Fanno altro! Prendo a prestito la sintesi di Annamaria Testa, la più efficace e illuminante letta negli ultimi mesi: è come se pretendessimo di guadagnarci tutto il godimento, il brivido, la soddisfazione e il protagonismo connessi con la disintermediazione. E se volessimo riuscirci senza accollarci l’obbligo di fare il lavoro in precedenza svolto da chi intermediava. (Qui la fonte)
  7. Media consumption: secondo uno studio di Zenith, il consumo mediatico (non solo di informazione), avverrà sempre più da mobile  e sempre meno su carta.

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